Catalogo generale – Edizioni Capitolo Vaticano

I Santi Apostoli Pietro e Paolo

10,00€

Testi
A. Tomei, M. Stocchi, L. D'Anselmo
Editore
Edizioni Capitolo Vaticano
Anno
2009
Formato
28.7x20 cm, punto metallico
Pagine
28, ill.
ISBN
9788863390032

Descrizione

I santi Pietro e Paolo Giotto nella Basilica Vaticana, di Alessandro Tomei

Il restauro magistrale delle immagini dei Santi Pietro e Paolo ha restituito a questa preziosa opera un livello di leggibilità che consente di confermare un riferimento cogente all’attività di Giotto e della sua bottega nella Basilica Vaticana, intorno al secondo/terzo decennio del XIV secolo. I lavori in San Pietro furono commissionati al maestro fiorentino dal cardinale Jacopo Stefaneschi, come ricordato dal necrologio presente nel Liber Anniversariorum della Basilica. Le specificità stilistiche delle immagini apostoliche conservate nel Museo del Tesoro di San Pietro rimandano alle altre opere eseguite per la Basilica giunte fino a noi: il Trittico Stefaneschi (Pinacoteca Vaticana) e, soprattutto, il frammento di affresco dall’abside (Roma collezione privata).

Appunti per una storia esterna del dipinto, di Mirko Stocchi

Ricondotto all’attenzione della comunità scientifica internazionale negli anni ’40 del Novecento grazie agli studi di W.F. Volbach e di A.M. Ammann, il quadro dei Ss. Pietro e Paolo del Museo del Tesoro di S. Pietro in Vaticano subì nel corso dei secoli numerose vicissitudini. Dall’oscurità che ancor oggi ne avvolge in gran parte le origini – divenute presto oggetto di racconti fantastici durante il Medioevo −, le informazioni che lo riguardano si fanno via via più sicure e precise consentendoci, almeno a partire dagli ultimi anni del Cinquecento, di seguirne dettagliatamente le mutevoli sorti all’interno della Basilica Vaticana: dall’altare maggiore, che forse ospitò il dipinto durante i primi secoli della sua esistenza, fino all’attuale collocazione nel Museo del Tesoro, passando attraverso la plurisecolare sistemazione nella cappella sotterranea ad caput sancti Petri delle Grotte Vaticane. Unitamente alla storia dei trasferimenti subiti nel tempo, le fonti d’archivio permettono di ricostruire il succedersi dei vari interventi di restauro che interessarono l’opera fin dalla prima metà del secolo XVI.

 Il restauro, di Lorenza D’Alessandro

Dal restauro del dipinto giottesco raffigurante gli Apostoli Pietro e Paolo, del Museo del Tesoro di San Pietro, scaturisce attraverso l’analisi dei materiali costitutivi e della loro alterazione, una nuova lettura del testo pittorico alla luce di una ricostruita vicenda conservativa, confermata da un serrato riscontro documentario e archivistico. L’opera, giunta dopo i restauri seguiti alle traumatiche operazioni di trasporto dal supporto ligneo alla lastra in rame (1862) in condizioni di sostanziale illeggibilità, viene restituita al giudizio critico degli studiosi con un intervento di pulitura e di presentazione estetica che assume come discriminante il problema dell’equilibrio tra testo originale, parti lacunose e rifacimenti storicizzati.